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17.03.2016

Review :MPNews Rome Recital 27.2.16 “Complete mastery of her instrument”

Scottish of Italian descent, Nicola Benedetti born in 1987, is without doubt the new star on the international violin circuit. And one with a rare precocious talent. She is one of the best violinists of her generation. Determination, complete mastery of her instrument, passion, complexity of sound, sensuality, beauty. Nicola Benedetti is all of these things and so much more.

Accompanied on piano by  excellent Alexei Grynyuk, winner of many international piano competitions among others as the premium Horowitz, Benedetti, wrapped in a sleek black dress, he knew, as easily predictable, captivated the audience on Saturday afternoon with a rare virtuosity and with a program of extraordinary beauty and elegance.

The concert opened with a performance of 3 Poems op. 30 “Mythes” by Karol Szmanowski, three wonderful erotic stories from classical mythology Greek

The first, “the fountain of Arethusa,” recalls the myth of the nymph Arethusa and Alpheus, son of her beloved Ocean. To escape the God, the nymph, cultured from the terror of being violated, is transformed by Artemis into a fountain. In turn Alfeo is transformed by Zeus into a river that reaches from the Peloponnese in Sicily to rejoin to the water of the source. The piano evokes the flowing water with a particular tonal figure. The trills of the violin do the rest and they succeed admirably to recall the story.
The second myth, “Narcissus”, refers to the episode of the beautiful young man who dies of grief after having been infatuated with its own image reflected in the water. The atmosphere here is dreamlike and dreamy and sometimes ambiguous.

The last myth recalls “Dryads and Pan with faunus intent on chasing wood nymphs. One of them, for fear of being captured, is trasfroamta in a rod from which the very same Pan gets his flute. Here the violin uses several means, such as tremolos, octave glissandos, trills, pinched and harmonics to evoke the hypnotic and archaic sound of the flute.

The last myth recalls “Dryads and Pan with faunus intent on chasing wood nymphs. One of them, for fear of being captured, is trasfroamta in a rod from which the very same Pan gets his flute. Here the violin uses several means, such as tremolos, octave glissandos, trills, pinched and harmonics to evoke the hypnotic and archaic sound of the flute.

The Sonata in g major op # 10. Beethoven 96 is the second piece in the afternoon. Next to the famous Kretuzer Sonata, the Sonata has a character of airy serenity and lyricism. Execution requires a high level of technique and mastery of both the violin piano music. The trill mark of both instruments at the beginning of the Allegro moderato is idyllic. The next Adagio espressivo revealed in all its fullness the beauty of the melody. The fleeting and restless Scherzo follows the sweetness of Poco allegretto conclusive.

The combination of Benedetti and Grynyuk in Beethoven sonata is perfect. The two manage to draw a dreamy interpretation, exciting and, especially in the latter part, moving.

The performance of the Sonata in E minor , Op . 82 Sir Edward Elgar closes the official program of the concert . Composed in less than a month in the summer of 1918, the period of greatest creativity of the English composer , sonata reveals a typical romantic stretch , halfway between the anxiety , the torment and serenity . The opening Allegro comprises a passionate poetic theme and a second theme that transcends despair. The next Andante in ternary form , has an atmosphere of somber serenity. The concluding Allegro non troppo leaves the door open , while in the general pessimism of the entire sonata , a feeling of hope

The Scherzo of the Sonata in C minor n . 7 op . 30 performed by the two artists due to public demand. The lively and humorous atmosphere closes in a way that you may not have the best gig on Saturday afternoon .
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Da Simone Di Tommaso – 28 febbraio 2016

“Scozzese di origini italiane, Nicola Benedetti, 1987, è senza dubbio la nuova star del violinismo internazionale. Un tale naturale precocissimo”. La biografia contenuta nel programma di sala del concerto andato in scena nell’Aula Magna dell’Università della Sapienza presenta, con poche ed efficaci parole, una delle migliori interpreti della nuova generazione di violiniste. Determinazione, padronanza assoluta dello strumento, passione, profondità del suono, sensualità, bellezza: Nicola Benedetti è tutto questo e molto di più.

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Accompagnata al pianoforte da un ottimo Alexei Grynyuk, vincitore tra l’altro di numerosi concorsi pianistici internazionali come il Premio Horowitz, Benedetti, avvolta in un elegante abito nero, ha saputo, come facilmente prevedibile, ammaliare il numeroso pubblico del sabato pomeriggio con un raro virtuosismo e con un programma di straordinaria bellezza ed eleganza.

Il concerto si è aperto con l’esecuzione dei 3 Poemi op. 30 “Mythes” di Karol Szmanowski, tre meravigliosi racconti erotici della mitologia classica greca.

Il primo, “La fontana di Aretusa”, ricorda il mito della ninfa Aretusa e del suo innamorato Alfeo, figlio di Oceano. Per sfuggire al dio, la ninfa, colta dal terrore di essere violata, è trasformata da Artemide in una fonte. A sua volta Alfeo viene tramutato da Zeus in un fiume che dal Peloponneso arriva fino in Sicilia per ricongiungersi all’acqua della fonte. Il pianoforte rievoca lo scorrere dell’acqua con una particolare figura timbrica. I trilli del violino fanno il resto e riescono mirabilmente a rievocare la storia.

Il secondo mito, “Narciso”, si riferisce all’episodio del bellissimo giovane che muore di dolore dopo essere rimasto infatuato della propria immagina riflessa nell’acqua. L’atmosfera, qui, si fa onirica e sognante e a tratti ambigua. Il tasso erotico sale vertiginosamente.

L’ultimo mito ricorda “Le Driadi e Pan”, con il fauno intento a rincorrere le ninfe dei boschi. Una di esse, per la paura di essere catturata, viene trasfroamta in una canna da cui proprio lo stesso Pan ricava il suo flauto. Qui il violino usa numerosi mezzi, come tremoli, glissati, trilli, pizzicati e armonici per evocare il suono ipnotico e arcaico del flauto.

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La Sonata in sol maggiore n. 10 op. 96 di Beethoven è il secondo pezzo del pomeriggio. Successiva alla celebre Sonata a Kretuzer, la Sonata ha un carattere di ariosa serenità e di assoluto lirismo. L’esecuzione richiede un alto livello di tecnica e di padronanza sia del violino che del pianoforte. Il trillo interrogativo dei due strumenti all’inizio dell’Allegro moderato è idillico. Il successivo Adagio espressivo rivela in tutta la sua pienezza la bellezza della melodia. Al fugace ed agitato Scherzo segue la dolcezza del Poco allegretto conclusivo.

Il connubio tra Benedetti e Grynyuk nella sonata beethoveniana è perfetto. I due riescono a sfoderare un’interpretazione trasognante, emozionante e, specialmente nell’ultima parte, commovente.

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L’esecuzione della Sonata in mi minore op. 82 di Sir Edward Elgar chiude il programma ufficiale del concerto. Composta in meno di un mese nell’estate del 1918, nel periodo di maggiore creatività del compositore inglese, la sonata rivela un tipico tratto romantico, a mezza strada tra l’inquietudine, il tormento e la serenità. L’Allegro iniziale comprende un tema appassionato e un secondo tema poetico che trascende nella disperazione. Il successivo Andante, in forma ternaria, ha un’atmosfera di cupa serenità. L’Allegro non troppo conclusivo lascia aperta la porta, pur nel pessimismo generale dell’intera sonata, ad un sentimento di speranza.

Lo Scherzo della Sonata in do minore n. 7 op. 30 è il bis concesso dai due artisti alle richieste del pubblico. L’atmosfera vivace e ironica chiude in un modo che migliore non si può il concerto del sabato pomeriggio.

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Il virtuosismo di Nicola Benedetti e la musicalità di Alexei Grynyuk hanno dato vita ad un concerto che resterà negli annali della IUC. L’Istituzione, offrendo concerti come questo e in attesa del recital di Yundi Li, si conferma sempre più come una delle migliori realtà del panorama musicale romano.

Sabato 27 febbraio 2016

Nicola Benedetti – violino

Alexei Grynyk – pianoforte